I servizi essenziali dei Pomiglianesi dipendono da due Società private in costante deficit: l'Enam (che gestisce il ciclo dei rifiuti/igiene urbana) e la Gori (che gestisce il servizio idrico). Il 2012 che è appena iniziato porterà ai pomiglianesi (tra gli altri) due aumenti importanti: la tassa sui rifiuti e la bolletta idrica (votati nel 2011), entrambe in media del 30%.
"Il privato è sinonimo di efficienza"? L'Enam e la Gori sono due S.p.a. società di diritto privato che gestiscono servizi pubblici. L'Enam è interamente controllata dal Comune di Pomigliano d'Arco che negli anni PD e PDL (agendo e tacendo) hanno imbottito di assunzioni oltre quelle che servivano, auto aziendali, servizi di vigilanza privata per 200.000 euro l'anno, consigli d'amministrazione riempiti di trombati politici. Inutile dire che vi lavorano molte persone indispensabili e di professionalità , non si vuole generalizzare, ma un'azienda ridotta in queste condizioni ha bisogno di sempre più soldi, che le amministrazioni comunali prendono dalle tasse dei cittadini.
Anche la Gori è una società privata, che oltre ad essere partecipata dai comuni di Ato3 (tra cui Pomigliano), è partecipata da aziende private come l'ACEA (controllata a sua volta dalla multinazionale Suez) e da aziende pubbliche come l'ASM di Pomigliano. Ai tempi della "brillante idea" di regalare il servizio alla Gori, a Pomigliano il sindaco Michele Caiazzo (pd) comprò azioni GORI attraverso i fondi pubblici sia del Comune che dell'ASM, così, con più azioni degli altri comuni, ottenne il la vice-presidenza della società per il suo cuginetto Michelino. A causa di quella scelta, oggi avendo più azioni Gori degli altri comuni, abbiamo più debiti da estinguere.
Ad agosto l'attuale Sindaco di Pomigliano Raffaele Russo (PDL) ha votato all'assemblea ATO3 l'aumento delle bollette idriche GORI (lo chiamano adeguamento), tra le motivazioni c'è il bisogno di colmare il debito della società (180 milioni di euro circa) e soprattutto le pressioni di ACEA che vuole spartirsi gli utili. La Gori è l'ennesima Spa che gestisce un servizio, senza migliorarlo, per fare esclusivamente profitto. Il profitto dei partiti che la "abitano" sono le clientele, quello dei soci privati sono gli utili. Fino a 8 anni fa, l'Acqua a Pomigliano era gestita dall'ASM (società pubblica) che aveva i bilanci in attivo e le bollette erano molto meno salate. Che fregatura eh?
A giugno gli Italiani con il Referendum si sono espressi contro la privatizzazione dei servizi pubblici, in particolare l'Acqua. Intanto però l'Amministrazione di Pomigliano continua a servirsi della GORI. Inoltre a marzo "sarà messa a mercato" l'Enam spa. "Mettere a mercato" una società in pieno deficit può significare solo che "gli amici degli amici" (privati) entreranno nella società  per salvarla temporaneamente, in cambio però di una contropartita. Altrimenti quale pazzo imprenditore comprerebbe azioni di una società in profondo rosso? ... e noi paghiamo!
Sinistra e destra in questo sistema ci sguazzano a meraviglia. La legge Galli che liberalizzava i servizi rappresentò la loro grande occasione di prendersi i vantaggi senza le responsabilità . Pubblico e privato diventano la stessa cosa a servizio del profitto. In prossimità di ogni elezione in queste società vengono assunti "in prova" (a progetto ecc) diversi potenziali elettori, gran parte di questi, dopo il voto magicamente "non sono più idonei". Questo ad esempio in una società pubblica non sarebbe possibile.
Più a lungo esisteranno queste Spa, più il loro debito continuerà a crescere e di conseguenza le nostre tasse. Dobbiamo tornare indietro finché siamo in tempo: riprendiamoci il servizio idrico (ridandolo all'Asm), e con gli utili che deriveranno estinguiamo i debiti. Per l'Enam invece serve un referendum comunale per deciderne le sorti. O ci sbrighiamo, o (per le tasche dei cittadini) sarà un 2012 di sangue.
Parco di Città è un megaprogetto da 100 milioni di euro che i privati stanno già costruendo a Pomigliano. Con la scusa di riqualificare la zona della ex-stazione Circumvesuviana, la giunta PD di Antonio Della Ratta (alias Michele Caiazzo) trovò l'ennesimo modo per "sfamare le lobby che ruotavano intorno ad Antonio Bassolino" (video) regalandogli quell'area.
In cosa consiste? Nell'area che inizia dalla "discesa alfasud" e finisce con i binari della vecchia stazione, una società privata costruirà nuove struttre in cemento che occuperanno gran parte della zona.
Cosa ci sarà in queste strutture? Prima di tutto non ci sarà più l'Agvh, punto di riferimento dei servizi sociali a Pomigliano. Sarà insediato il Comando della Polizia Provinciale (corpo di cui si ignora l'efficacia, come delle province del resto.), parcheggi a iosa, sotterranei e in superficie (sempre gestiti da privati), sedi destinate alle aziende (ce n'è veramente richiesta? non sono in contrazione?) e "cubi commerciali". L'ultima parola è interessante: "cubi commerciali", teniamola ben presente perché sintetizza, più di tante altre, il "language style" della politica per fotterci. Alla parola "centri" sostituiscono "cubi" e il progetto di cementificazione lo chiamano "incubatore di imprese" o "cerniera urbana". Così non ci spaventiamo.
Ci diranno che servirà a creare nuovi posti di lavoro e forse è anche vero perchè arriveranno le grandi catene di distribuzione (zara, auchan, euronics, trony, ecc) a riempire il "centro commerciale", pardon "i cubi". Peccato che per ogni nuovo negozio aperto lì dentro, ne chiuderanno 2 in Città . Quindi al massimo i posti di lavoro si perderanno, non aumenteranno di certo. Il commercio a Pomigliano è già saturo. Il settore metalmeccanico (fiat e indotti) è in crisi, gli operai sono sempre di meno e spendono meno, i centri commerciali sono sempre di più. E' una coperta corta: tiri da una parte ti scopri dall'altra.
Questo progetto altro non è che speculazione edilizia atta ad arricchire i soliti noti. Gli regaleremo per 30 anni questa fetta del nostro territorio, al termine dei quali ce ne restituiranno solo una parte (chissà in quali condizioni) e se ne terranno per sempre un'altra. Tra 30 anni, gli amministratori che avranno preso questa decisione, staranno facendo sicuramente "altro". La nuova amministrazione PDL sembra intenzionata a mandare avanti questa follia, le lobby si sa, non hanno colore. Andrebbe subito bloccato il progetto (già realizzato in parte, i parcheggi) e successivamente lanciato un concorso di idee aperto a tutti i cittadini, con un solo vincolo: "non aumentare le cubature di cemento". L'idea migliore andrebbe votata online.
Una delle proposte: creare aree coltivabili seguendo l'esperienza degli orti urbani in altre città . Affidarne la realizzazione ai consorzi agricoli del territorio, in cambio del raccolto. Contemporaneamente incentivare il "km 0" e quindi la vendita, ristrutturare le attuali costruzioni, lasciare l'AGVH dov'è e le restanti adattarle ad usi funzionali. Incentiveremmo l'unico mercato destinato a tornare competitivo: l'agricoltura. Lascia la tua idea.

Si scrive "accise enti locali" ma si legge "monnezza". L'ultima trovata dei comuni per fare cassa arriva a mezzo Enel. Nell'ultimo mese la bolletta ha registrato un aumento di 60-70 euro a famiglia, la decisione viene direttamente dalla Giunta Comunale di Pomigliano che ha varato un aumento delle accise comunali sulla bolletta energetica di circa il 200%. La buona notizia (se così si può dire) è che le accise comunali dal 1° gennario 2012 saranno soppresse, quindi questi aumenti li avremo pagati una sola volta.
Ma per cosa abbiamo pagato questa volta? La legge nazionale che ha consentito ai comuni di effettuare queste maggiorazioni, giustifica gli aumenti esclusivamente per far fronte "al ciclo integrato di gestione dei rifiuti", in altre parole questi 60-70 euro (a famiglia) servono (a detta dell'amministrazione) per far fronte ai costi di gestione dei rifiuti. La domanda nasce spontanea: ma non hanno già aumentato la Tarsu del 30%? Per non parlare degli aumenti nella bolletta Gori (+30%) e dell'IMU (ex ICI) in arrivo.
Quando sentiamo "immondizia" a Pomigliano, parliamo sempre di ENAM s.p.a., la società partecipata del Comune di Pomigliano che gestisce i rifiuti. L'Enam più che una società per azioni sembra una ONLUS. Assorbe gran parte del nostro bilancio comunale, quasi 8 milioni di euro. Per anni quelli di sinistra l'hanno devastata, facendo incetta di assunzioni, nel 2010 sono arrivati questi del PDL, parlavano di razionalizzazioni, di riduzione dei costi ma la realtà è assai differente: alzano le tasse ai cittadini per mantenere in piedi un'azienda in costante deficit; tra le principali cause c'è l'esubero di personale (tanto per cambiare). La stessa situazione che vive la GORI spa (milioni di euro di debiti), per la quale proprio ad agosto il nostro Sindaco ha votato gli aumenti in bolletta.
Si parla spesso del ruolo delle Amministrazioni Comunali nel combattere la crisi che attanaglia il nostro territorio. Non solo il caso Fiat, ma anche le recenti crisi dell'Alenia, delle imprese locali, dei commercianti. Più che tanti Consigli Comunali straordinari e comunicati stampa di solidarietà , si potrebbe cominciare col non alzare le tasse comunali, cercando di contenere la spesa pubblica. Ad esempio evitando rotonde da 300.000 euro (solo di cemento)!
Inoltre che senso ha che per salvare posti di lavoro in S.p.a. come l'Enam e la Gori (il 90% assunti tutti senza concorso e in molti casi senza che ce ne fosse reale bisogno), l'amministrazione (alzando le tasse) impoverisce il resto delle famiglie pomiglianesi?
Facciamo un referendum comunale per affrontare la questione Enam una volta e per tutte, lasciamo decidere ai cittadini il destino di questo bisonte che ci costa milioni di euro. E poi, quanto guadagna l'Enam dallo smaltimento dei rifiuti differenziati? Pubblicate i bilanci online.
Per quanto riguarda la Gori spa invece i cittadini si sono già espressi il 12 e 13 giugno con il referendum nazionale: chiudetela!






















