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Mercoledì, 22 Maggio 2013

Ultimo Aggiornamento 01:00:00 AM EST

by STAFF
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Una sorta di caseificio abusivo in uno stoccaggio di rifiuti ingombranti, anch'esso abusivo. Il comandante della polizia municipale, Luigi Maiello, ha sequestrato tutto.
Provola affumicata bruciando i rifiuti in bidoni arrugginiti che contenevano vernici e solventi. Purtroppo è tutto vero. Sembra un incubo ma è la triste realtà. La polizia municipale di Pomigliano ha fatto scattare il blitz all’alba di giovedì. Obiettivo: un deposito di rifiuti ingombranti e plastiche alla periferia della città delle fabbriche.

uando i caschi bianchi hanno fatto irruzione nell’area recintata, ubicata davanti a un ponte dell’autostrada Napoli-Bari, non hanno voluto credere ai loro occhi. Un uomo, V.M., 38 anni, di Nola, che indossava una maglietta con la scritta di una nota catena di caseifici della zona, stava affumicando centinaia di chili di provola all’interno di vecchi bracieri alimentati incendiando rifiuti. Altro che vecchia ricetta della nonna. Ancora oggi il disciplinare che regola l’affumicatura del famoso latticino non ammette errori. La produzione della provola è cosa seria e deve seguire regole ferree. Il protocollo, disciplinato anche dalle leggi sanitarie, è il seguente: l’affumicatura della provola deve essere realizzata legando le forme al centro con un filo di rafia (fibra che si ottiene da un genere di palma africana) ed esponendole, per circa 10 minuti, a una temperatura da 40 a 50 gradi, all’azione del fumo ottenuto dalla combustione di paglia umida.

Nello pseudo laboratorio killer al posto della paglia sono stati utilizzati cartoni raccattati ovunque, pedane, buste di plastica. Per non parlare delle attrezzature. Due bidoni mangiati dalla ruggine e che un tempo erano stati utilizzati per contenere sostanze chimiche. Quando la polizia locale è entrata nel deposito di rifiuti, in via Corradino, accanto a una nota palestra di Pomigliano e davanti a un ponte dell’autostrada Napoli Bari , è stato notato che uno dei contenitori di ferro utilizzati per arrostire i prodotti caseari si trovava a pochi centimetri dalla cuccia di un cane. I poliziotti locali, diretti dal comandante Luigi Maiello, hanno sequestrato tutto il possibile: circa 200 chili di provole, i materiali per la finta affumicatura, cataste di cartoni.

Durante l’indagine sono state rinvenute due etichette di una nota azienda casearia, che ha negozi a Pomigliano, Castello di Cisterna e Marigliano. Ma c’è di più. L’addetto sorpreso mentre effettuava la lavorazione assassina è un dipendente contrattualizzato da questa impresa, i cui titolari sono strettamente imparentati a un politico di Pomigliano, ex consigliere comunale del centrosinistra. Comunque l’operatore caseario non ha voluto parlare. Si è riservato di farlo assistito da un avvocato nel corso di un interrogatorio formale. Intanto il comandante Maiello lo ha denunciato per frode alimentare e per tutta un’altra serie impressionante di reati connessi alle incredibili condizioni igieniche in cui erano effettuate le produzioni alimentari.

L’informativa di reato è stata trasmessa alla procura di Nola, a cui è ora affidata la prosecuzione dell’inchiesta. L’indagine punta a stabilire la responsabilità diretta dell’azienda casearia nella commissione del reato. Nel frattempo le provole trovate nello stoccaggio di rifiuti, peraltro risultato anch’esso abusivo, sono state imbustate, sigillate e affidate in custodia giudiziaria allo stesso imprenditore sospettato di aver realizzato la frode alimentare. Lunedì prossimo sarà il pubblico ministero Valeria Sico ad accertare eventuali altre responsabilità. Secondo indiscrezioni il titolare della catena di caseifici avrebbe scaricato tutta la colpa sul dipendente. Che nella stessa giornata di Lunedì dovrebbe essere interrogato. Ora ci si chiede da quanto tempo il laboratorio killer stesse operando.

fonte il Mediano

by STAFF
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Indicazione Presidente della Repubblica Votazioni on line

Iniziano le votazioni on-line per il Presidente della Repubblica.
Possono accedere solo le persone iscritte al portale del MoVimento 5 Stelle
prima del 31 dicembre 2012 e con documento di identità già verificato

Ecco la mail che trovate se rispettate questi requisiti

Caro elettore a 5 stelle,
l'elezione del prossimo Presidente della Repubblica
è l'atto politico più importante dei prossimi giorni.

Il M5S voterà on line per la scelta del Presidente della Repubblica
secondo le modalità indicate:

http://www.beppegrillo.it/2013/03/elezioni_on_line_per_il_presidente_della_repubblica.html

Tu stesso puoi partecipare indicando il nome del tuo candidato Presidente della Repubblica preferito.

Per proporre il nome del tuo candidato devi accedere alla pagina di votazione
facendo login con la tua email e la password scelte per la registrazione sul Portale del MoVimento.

Potrai indicare una sola preferenza scrivendo correttamente il nome e il cognome del candidato
Presidente della Repubblica da te scelto negli appositi spazi.

Fai attenzione!: puoi indicare una sola preferenza e una volta confermata la scelta, non sarà più
possibile modificarla.

La proposta dei candidati potrà essere effettuata nella sola giornata di giovedì
11 aprile 2013 dalle ore 10.00 alle ore 21.00.

Nel caso il servizio di voto non fosse raggiungibile (ad esempio per un attacco hacker)
per più di un’ora il tempo di down verrà recuperato, se possibile, il giorno successivo.

I 10 nomi più proposti verranno resi pubblici, utilizzati come base dei votabili e disposti
in ordine alfabetico per la votazione finale.

Indica il tuo candidato Presidente della Repubblica preferito

Lo staff di Beppe Grillo

by STAFF
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Stasera ero in treno rientrando da Roma e per puro caso mi sono ritrovata seduta accanto a tre personaggi che ho capito essere una senatrice del PdL col suo segretario (anch'egli ex deputato) ed un deputato del Pd. Dalle foto di deputati e senatori presenti sui rispettivi siti di Camera e Senato li ho identificati e quindi ne conosco i nomi, che per opportunità non farò. Mio malgrado mi sono ritrovata ad ascoltare le loro conversazioni.
E così, a parte rilevare il livello bassissimo di queste persone che considerano le Istituzioni come un loro personale feudo e il campo di giochi di potere che nulla hanno a che vedere col Bene del Paese, ho saputo che la senatrice e il suo segretario sono anche consiglieri regionali e che per colpa "della demagogia imperante in Parlamento" hanno ricevuto pressioni da parte del loro stesso partito per dimettersi immediatamente dall'incarico di consiglieri regionali. Dimissioni dall'incarico regionale già presentate oggi in Senato e che domani si premureranno di presentare anche in consiglio regionale, seguendo il diktat del loro partitaccio.
E tutto questo per evitare di prestare il fianco ad attacchi sulla sconvenienza dei loro doppi incarichi. Era stupendo vederli e sentirli lamentarsi del clima assurdo da caccia alle streghe che per colpa dei grillini c'è ormai in Parlamento. Demagogia pura!! "E se tra due mesi ce ne dobbiamo tornare a casa, restiamo fregati su un fronte e sull'altro"! Poverini!! Il deputato del Pd invece, anche consigliere provinciale e figlio di un consigliere regionale, nonostante le pressioni ricevute pure dal suo partito, ha deciso di aspettare ancora qualche giorno a dimettersi da consigliere perchè "non vorrei mai restare fregato se 'sta legislatura non va avanti"...
Nonostante la pessima opinione che mi sono fatta di queste persone, resta il fatto che la pressione che il M5S sta esercitando in Parlamento (vedi intervento di ieri di Maria Marzana sui doppi incarichi) sta facendo un qualche effetto sui partiti, anche solo per scongiurare il rischio di finire sui giornali! La parte più divertente (e sconvolgente) di tutto il loro assurdo discorso è stata quando hanno cominciato a parlare di quel "muccuso del vicepresidente della Camera" che pensa solo a tagliare, anzicchè pensare a fare ciò che veramente vuole la gente (?????) Surreale.
Sul "muccuso" non ho potuto più tacere e mi sono rivelata come attivista e orgogliosa amica di Luigi Di Maio, "una persona eccellente" che abbiamo regalato al nostro Paese, di cui dovrebbero parlare col massimo rispetto :) Povero Parlamento... se quei tre sono rappresentativi del livello medio, c'è da disperarsi!

by STAFF
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Con il costo di quattromilasettecento euro (4.700,00 €) la giunta comunale colloca dei motori di aereo nella famosissima "rotonda ponte", è stata infatti stipulata una convenzione tra il Comune di Pomigliano D’Arco e l’Avio s.p.a. al fine di installare due moduli aeronautici come testimonianza dell’industria quale centro industriale di eccellenza.
Questo nuovo episodio, di questa saga infinita, ci spinge ad affrontare di nuovo il tema della “Rotonda spartitraffico Zona Ponte”, che tante critiche ha suscitato per la sua forma, e tante critiche sta suscitando per la sua scarsa funzionalità.
E' però grazie questa ulteriore spesa che abbiamo rispolverato il progetto della "rotonda" e scoperto una piccola VARIANTE...

Ma andiamo con ordine e partiamo dal precisare che un intervento di moderazione del traffico nell’incrocio di via Principe di Piemonte - Via Roma – Via Napoli – Via Pratola – Via San Pietro era assolutamente necessario. Le elevate velocità che vi si potevano raggiungere nelle ore di scarso traffico (soprattutto nelle ore notturne), e la mancanza di idonee canalizzazioni dei veicoli e/o regolazioni semaforiche dell’incrocio, erano dei fattori che provocavano situazioni di pericolo ed incidenti con conseguenze spesso gravi per chi, purtroppo, ne era vittima.

Quindi, la decisione di realizzare un intervento strutturale che limitasse la velocità in quel punto, riducesse le correnti veicolari in conflitto e magari rendesse più agevole e comodo l’attraversamento dell’incrocio è stata accolta con favore dai cittadini; peccato che la realizzazione, sia dal punto di vista tecnico che, lo vedremo dopo, dal punto di vista burocrativo-amministrativo, lascia parecchi dubbi e non poche perplessità.

Iniziamo ad affrontare la questione dal punto di vista strettamente tecnico, e per fare questo consultiamo la normativa tecnica di riferimento, il D.M. 19 Aprile 2006, “Norme Funzionali e Geometriche per la Costruzione delle Intersezioni Stradali”. La prima cosa che si nota è che la definizione di “Rotonda spartitraffico” è una invenzione tutta pomiglianese; infatti nel testo la definizione corretta è “Intersezione a rotatoria”, semplificando “Rotatoria”. A quello che può sembrare solo un errore di definizione seguono, purtroppo per noi, anche errori di progettazione abbastanza grossolani.

Progettare una rotatoria richiede da normativa le seguenti condizioni:

- Una rotatoria, per definirsi tale, deve essere di forma circolare o, al massimo, ellissoidale con rapporto tra i raggi uguale almeno a 0,75; intuire che   tipo di forma geometrica ha questa “Rotonda spartitraffico” è un pò complicato;

- Larghezza della corsia carrabile di almeno 7,00 m (se arriva alla metà è già tanto!!);

- Isola centrale non utilizzabile dai pedoni e con ingombri e/o elementi di arredo di larghezza, in pianta, non superiore agli 80 cm  (come si può facilmente notare, è stato creato un percorso pedonale all’interno dell’isola centrale, e inoltre sono state posizionate anche delle panchine nell’isola centrale, di larghezza superiore a 1,00m);


Quindi dal punto di vista tecnico la rotatoria non supera la verifica (vi risparmiamo le ulteriori verifiche sulla visibilità all’intersezione e le altre verifiche di sicurezza richieste, in quanto è palese che, con queste premesse, non possono essere soddisfatte).

Anche dal punto di vista funzionale, purtroppo, la situazione non migliora: al di là della riduzione della velocità all’incrocio, non si hanno altri punti a favore: la “rotonda spartitraffico” rallenta moltissimo la circolazione, con la conseguenza che nelle ore di punta la coda dei veicoli arriva addirittura fino alla vecchia stazione della Circumvesuviana di Pomigliano D’Arco!!!
Inoltre, i veicoli pesanti hanno enormi problemi di transito nell’area, in quanto tutti sono costretti a passare sull’isola sormontabile e sono costretti a circolare a velocità bassissima nei tratti in curva, con ulteriore rallentamento dei veicoli circolanti. Infine, per chiudere questa panoramica dal punto di vista tecnico, c’è da aggiungere una chicca: crediamo che, in giro per il mondo, non esista nessuna rotatoria o presunta tale che ha disegnato le strisce pedonali sull’isola sormontabile.
E' inolltre assente la segnaletica stradale che troviamo in una qualsiasi rotonda a noma di legge.

Abbiamo parlato in precedenza delle perplessità burocratiche-amministrative che abbiamo riscontrato: per spiegare meglio di cosa si tratta, è meglio citare l’art. 132 del Codice dei Contratti e degli Appalti Pubblici, visto che viene citato nella Determina n. 758 del 20-06-2012, che approva una variante in corso d’opera pari quasi al 50% (!!!) dell’importo totale dei lavori per la realizzazione dell’opera.

L’art. 132, comma 1, del Codice dei Contratti e degli Appalti Pubblici, che riguarda proprio la variante in corso d’opera, cita testualmente:

“Le varianti in corso d'opera possono essere ammesse, sentito il  progettista e il direttore dei lavori, esclusivamente qualora ricorra uno dei seguenti motivi:
a) per esigenze derivanti da sopravvenute disposizioni legislative e regolamentari;
b) per cause impreviste e imprevedibili accertate nei modi stabiliti dal regolamento, o per l'intervenuta possibilità di utilizzare materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento della progettazione che possono determinare, senza aumento di costo, significativi miglioramenti nella qualità dell'opera o di sue parti e sempre che non alterino l'impostazione progettuale;
c) per la presenza di eventi inerenti alla natura e alla specificità dei beni sui quali si interviene verificatisi in corso d'opera, o di rinvenimenti imprevisti o non prevedibili nella fase progettuale;
d) nei casi previsti dall'articolo 1664, comma 2, del codice civile (eventi eccezionali, in sintesi);
e) per il manifestarsi di errori o di omissioni del progetto esecutivo che pregiudicano, in tutto o in parte, la realizzazione dell'opera ovvero la sua utilizzazione; in tal caso il responsabile del procedimento ne da' immediatamente comunicazione all'Osservatorio e al progettista.”


Inoltre, il comma 3 dello stesso articolo cita l’importo delle varianti in corso d’opera: “Sono inoltre ammesse, nell'esclusivo interesse dell'amministrazione, le varianti, in aumento o in diminuzione, finalizzate al miglioramento dell'opera e alla sua funzionalità, sempreché non comportino modifiche sostanziali e siano motivate da obiettive esigenze derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili al momento della stipula del contratto. L'importo in aumento relativo a tali varianti non può superare il 5 per cento dell'importo originario del contratto e deve trovare copertura nella somma stanziata per l'esecuzione dell'opera.”

Una volta fatte le dovute precisazioni, passiamo alle domande:
•    Come si spiega una variante in corso d’opera di oltre 66.000 euro, su un totale dell’importo dei lavori di oltre 111.000 euro (più 13.00 euro di oneri per la sicurezza), quindi circa la metà dell’importo dei lavori posti a base di gara quando, come si legge sopra, l’importo della variante in corso d’opera è pari al 5% dell’importo originario del contratto (quindi 6.000 euro al massimo)???

•    Nella Determina, è spiegato che l’opera richiede i seguenti lavori che sono:
1. finalizzate al miglioramento dell’opera e della sua sicurezza;
2. non comportano modifiche sostanziali e quindi non alterano la sostanza dell’intervento approvato;
3. sono motivate da obiettive esigenze di completamento dell’opera e non da errori progettuali, da negligenze e dimenticanze.
Come si giustifica una variante di cosi alto prezzo se non c’è stato errore di progettazione e se le modifiche non alterano in maniera sostanziale  l’intervento previsto???

•    Perché, a seguito di una modifica dell’importo dei lavori cosi elevata, non è stata effettuata una nuova procedura di affidamento dei lavori, visto che l’art.132 comma 4 prevede chiaramente che, per varianti di importo superiore ad un quinto dei lavori “il soggetto aggiudicatore procede alla risoluzione del contratto e indice una nuova gara alla quale e' invitato l'aggiudicatario iniziale”???

•    Nella Determina è precisato inoltre che i costi di tale variante “rientrano nei limiti normativi previsti dalle leggi vigenti conformi all’art. 132 DPR 163/2006 comma 1 lettere b)”: non vi sembra che ci sia qualcosa che non quadra, leggendo l’articolo in questione???

•    Infine, leggete la Perizia di Variante e la Dichiarazione di approvazione della Variante e guardate bene la voce evidenziata:

· Perizia di variante tecnica e suppletiva

Lavori  in variante (al netto del ribasso)                            €        139.357,09

Oneri per la sicurezza                                                     €        37.781,47

Totale lavori                                                                  €       177.138,49

IVA al 10% sui lavori                                                      €        17.713,84

Spese tecniche e oneri riflessi (art. 92) 2%                      €          3.287,95

Somme a disposizione dell’Amministrazione                     €       61.859,72

Totale generale                                                           €    260.000,00

Dichiarazione di approvazione della Variante

Lavori  in variante (al netto del ribasso)                     €   139.357,09

Oneri per la sicurezza                                             €    37.781,47

Totale lavori                                                           €   177.138,49

IVA al 10% sui lavori                                               €   17.713,84

Spese tecniche e oneri riflessi (art. 92) 2%               €     3.287,95

Varie                                                                     €    61.859,72

Totale generale                                                   €    260.000,00

Come è possibile che i 61.859,72 euro come somme a disposizione dell’Amministrazione siano diventati improvvisamente spese Varie???

In conclusione, siamo di fronte ad un progetto che dal punto di vista tecnico è estremamente carente, speriamo che le nostre perplessità dal punto di vista economico-gestionale siano dissipate dall’Amministrazione Comunale, ma visto il quadro dell’intera vicenda, ci permettiamo di dubitarne fortemente, avremmo preferito non vedere questa ulteriore spesa di 4.700,00 euro su un progetto così tanto criticato e in questo periodo di crisi.
Possiamo solo sperare che questi motori, che tanto ci sono costati, non facciano la fine arrugginita delle "sculture" di via Nazionale delle Puglie, quelle della rotonda targata PD da quasi 800.00,00 euro...

Leggi l'Articolo: "PD E PDL GIOCANO CON LE ROTONDE. Quasi 1 milione di euro buttati."

Link alla delibera comunale

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