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Sabato, 18 Maggio 2013

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Nel periodo delle elezioni, ossia in un tempo di grandi promesse ai cittadini, il candidato del PdL alla Camera dei Deputati annunciò trionfalmente tramite facebook, nella settimana precedente le consultazioni elettorali, che l’amministrazione comunale di Pomigliano aveva già predisposto l’attivazione di un servizio di bike sharing, che sarebbe dovuto partire entro due mesi, e quindi entro fine aprile 2013.

Ma, dal momento che quella dichiarazione non ha avuto alcun seguito (forse che la mancata elezione ha impedito la realizzazione del progetto e bloccato la visione futuristica e moderna di città della nostra amministrazione?), l’approssimarsi della data di lancio della fantomatica iniziativa è comunque utile per fare il punto sulla (pessima) situazione della mobilità ciclistica a Pomigliano.

Cominciamo spiegando cosa è il bike sharing, come si può realizzare e quanto costa. Su Wikipedia troviamo la seguente definizione: “Il bike sharing è uno degli strumenti di mobilità sostenibile a disposizione delle amministrazioni pubbliche che intendono aumentare l'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici (autobus, tram e metropolitane), integrandoli tra loro e con l'utilizzo delle biciclette condivise”. Risulta dunque evidente l’utilità del servizio, la sua semplicità ed i benefici in termini di miglioramento della qualità ambientale (più biciclette in giro, significa meno veicoli per le strade).
Per realizzare tale servizio occorre la compresenza di diversi elementi (chi è stato all’estero, o anche solo al nord ed ha già usufruito del servizio in alcune città come Barcellona, Amsterdam o Udine per es. sa perfettamente di cosa stiamo parlando):
1. una pista ciclabile ramificata, che consenta di raggiungere in maniera agevole e sicura tutti (o quasi tutti) i punti della cittĂ ;
2. alcune postazioni per il parcheggio delle biciclette (dette anche “rastrelliere”), attrezzate con tecnologie idonee a consentire l’utilizzo ai fruitori del servizio;
3. un numero di biciclette sufficiente a servire la domanda potenziale dei clienti del servizio (e quindi definito a valle di studi sulla mobilitĂ  cittadina);
4. un sistema di gestione del servizio efficace, sicuro e adatto alle esigenze dei cittadini (soprattutto per le modalitĂ  di pagamento del servizio).

Per quanto riguarda i costi del servizio, non è semplice fare una stima per via delle numerose variabili (tecnologia utilizzata, numero e dimensione delle postazioni di sosta, numero delle biciclette, tariffe per il servizio), ma possiamo provarci ragionando sul servizio di bike sharing che partirà a breve nel Comune di Napoli.
Tale servizio prevede la messa in campo di 44 postazioni di sosta (ubicate per lo più da piazzale Tecchio a piazza Garibaldi), e di 384 biciclette per circa 19.000 utenti potenziali, con un costo di realizzazione di circa 3 milioni di euro, ripartiti (non in parti uguali!) tra progettazione, realizzazione (quindi installazione delle rastrelliere, posizionamento delle biciclette e predisposizione del servizio) e manutenzione, per un periodo di tempo di circa 3 anni. Facendo le dovute proporzioni tra Napoli e Pomigliano ed ipotizzando che nella nostra città siano necessarie una dozzina di postazioni e circa 70-80 biciclette, i costi del servizio dovrebbero oscillare, per la progettazione e la realizzazione (tralasciando in questo momento la manutenzione) tra 250.000  e 350.000 euro.

La domanda, chiara e diretta, a questo punto è la seguente: la nostra amministrazione comunale intende realmente offrire questo servizio ai suoi cittadini e mettere in campo le risorse economiche necessarie?
E c’è pure una seconda domanda: l’amministrazione intende attuare un programma di manutenzione dei percorsi ciclabili esistenti e di realizzazione di nuove piste e percorsi ciclabili? Eh si, perché un servizio di bike sharing, per essere attrattivo ed efficace, deve contare su un itinerario ciclabile ramificato in tutta la città e sicuro per gli utenti, tutte cose che a Pomigliano mancano! Infatti, gli attuali percorsi ciclabili (circa 9 km) sono in condizioni pessime: la pavimentazione è danneggiata, l’illuminazione scarsa se non assente, come assente è la segnaletica. Nè esiste un’adeguata vigilanza da parte degli organi di sicurezza, con la conseguenza di frequenti rapine e aggressioni a  danno dei ciclisti. Inoltre, ad eccezione della pista ciclabile tracciata sul percorso della vecchia linea della Circumvesuviana, che collega il centro alla periferia, gli altri percorsi ciclabili sono tutti periferici, non raggiungono nessun luogo importante della città e sembrano progettati e realizzati con la logica del “ci avanza spazio nella sede stradale, realizziamo un percorso ciclabile cosi diamo l’idea di essere ambientalisti!”. Un’altra forte criticità riguarda la sicurezza dei ciclisti e la scarsa connessione dei percorsi ciclabili con la rete stradale: avete mai provato ad uscire dal percorso della pista ciclabile e ad immettervi su via Nazionale delle Puglie per dirigervi verso il centro? C’è il rischio di venire falciati sul colpo dagli autoveicoli in transito. E lo stesso rischio riguarda anche altri percorsi ciclabili. In definitiva, attivare un servizio di bike sharing, senza un’adeguata rete ciclabile e con le criticità descritte finora, appare davvero un’idea scellerata, frutto di scarsa sensibilità e di poca conoscenza del tema da parte dell’amministrazione.

L’idea in sé è ottima, ma ci sono diversi passaggi da fare prima di arrivare a realizzare un servizio: mettere in sicurezza i percorsi ciclabili esistenti e crearne di nuovi (anche senza eccessivo aggravio economico, basta applicare bene le normative esistenti). Ma più ancora è necessario sensibilizzare al tema i cittadini per restituire alla mobilità ciclistica la dignità di modalità di trasporto ecosostenibile alternativa al veicolo privato.

Il M5S sta raccogliendo idee e proposte che riguardano la nostra città, in particolare sui temi della mobilità sostenibile, della riorganizzazione degli spazi pubblici e dell'ottimizzazione delle infrastrutture comunali. Tali proposte saranno sottoposte all'Amministrazione quali indirizzi  per il P.U.C., in fase di elaborazione: abbiamo già chiesto un incontro con l'assessore e i tecnici competenti per confrontarci.
Puoi collaborare iscrivendoti al gruppo fb “Gruppo Operativo M5S Pomigliano - P.U.C. e P.U.M.S”.

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