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Martedi, 21 Ottobre 2014

Ultimo Aggiornamento 01:00:00 AM EST

by STAFF
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Qualcuno si è chiesto perché via C.Guadagni è chiusa da molte settimane?
Bhe se non lo sapete vi spiegheremo la motivazione.
Verso metà luglio, alcuni operatori Telecom durante i lavori per la banda larga scoprono una perdita idrica, per tutelare l’incolumità fisica la zona viene transennata e viene interdetta la viabilità e viene chiesto alla GORI, quale unico soggetto responsabile della gestione e manutenzione delle reti idriche e fognarie, di eliminare la perdita idrica, la Gori effettua “il rappezzo”, ma il comune prima di riaprire la strada fa ulteriori verifiche e si accorge di uno sprofondamento sottostante alla sede stradale di via Guadagni, sprofondamento che viene accertato essere dovuto alla perdica idrica.
L’ente a questo punto chiede alla Gori di eliminare le condizioni di pericolo e ripristinare lo stato dei luoghi in quanto solo così sarebbe stato possibile riaprire la strada al traffico veicolare eliminando, di fatto, i gravi disagi provocati ai residenti e alle strutture commerciali ivi presenti.
La Gori contesta la responsabilità addebitatale così il comune (cioè noi) dovremo spendere sui 20.000 euro per fare dei lavori che non ci spetterebbero.
L’arroganza della Gori sarebbe insopportabile in qualsiasi settore, ma risulta ancora più odiosa svolgendo un servizio essenziale quale la gestione idrica.
Abbiamo sempre spronato l’amministrazione a cercare di uscire dalla Gori, confluendo nella rete dei sindaci, che sorta dopo la vittoria dei referendum del 2011, sulla spinta dei comitati a difesa dell’acqua pubblica si poneva come obiettivo quello di trovare una soluzione per cercare di rottamare questo carrozzone politico.
Chissà se dopo quest ultimo, ma ennesimo episodio, l’amministrazione dell’ex socialista, ex pdl, attuale forza italia, (che poco dopo la sua elezione venne in piazza Primavera a firmare per i referendum che avremo poi vinto l’anno successivo (foto in alto a sinistra)) si deciderà a partecipare all’incontro con il prof. avvocato Marcello Clarich, che su incarico della rete dei sindaci dell’ ATO3 per l’acqua pubblica ha studiato gli aspetti più problematici della eventuale liquidazione della GORI s.p.a. in particolare quelli relativi alla sorte dei lavoratori, dei debiti della società nonché quelli relativi ad eventuali contenziosi con il socio privato Acea s.p.a. ed illustrerà il suo studio presso la sala consiliare della provincia di Napoli complesso monumentale di S..Maria La Nova, Piazza S. Maria La Nova 43, Napoli.

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Con determina n. 1506 del 02/10/2014 il nostro “amato” sindaco ha infatti deciso di impegnare nel bilancio la mastodontica cifra di 120.000 euro per le luminarie di Natale.
Si, avete letto bene, centoventimila euro per dare un po’ di luce ad una città ormai spenta!

Il nostro sindaco deve essere rimasto folgorato dalle luci di Natale, tanto da arrivare a spendere sei volte di più rispetto al 2011 (appena eletto aveva infatti destinato "solo" 19.000 euro per le luminarie) e a raddoppiare l’importo rispetto allo scorso anno, quando fu comunque spesa la ragguardevole cifra di 60.000 euro; dal primo anno di installazione delle luminarie la ditta aggiudicatrice è sempre stata la stessa.

Tali importi già rendono l’idea dello sforzo economico a cui saremo sottoposti, ma se li rapportiamo a Torino, dove ogni anno nel periodo natalizio si svolge “Luci d’artista”, con l'installazione di luminarie artistiche che richiamano migliaia di turisti, ci apparirà in tutta la sua enormità lo spreco di denaro pubblico che quest'anno verrà perpetrato nella nostra città. Se nel capoluogo piemontese, che conta oltre 900.000 abitanti, vengono infatti spesi all’incirca un milione di euro, ossia poco più di 1 euro per abitante (anche se in questo caso l’impegno comunale è di gran lunga inferiore grazie agli interventi di sponsor e al cofinanziamento della Regione Piemonte), a Pomigliano, con una popolazione poco al di sotto di 40.000 abitanti, si arriverà ad una spesa pro-capite di ben 3 euro.

Quanto di questa folle spesa ricadrĂ  sul disgregato tessuto economico-sociale di Pomigliano?
Quanti interventi e quali interventi sarebbero stati possibili con questi soldi, per risolvere almeno qualcuno dei tanti problemi della nostra città? Del resto si sa, per spendere bene i soldi bisogna avere una visione della città e ormai, a distanza di quasi 5 anni dall'insediamento dell'amministrazione, è ben noto che questa visione non c’è mai stata.

L’anno prossimo ci saranno le elezioni per scegliere il nuovo sindaco che amministrerà la città e sicuramente il sindaco Russo vorrà imprimere un bel ricordo nei suoi concittadini: noi siamo altrettanti sicuri che di questa e altre spese folli si ricorderanno certamente i nostri concittadini nella cabina elettorale.

P.s.: il dirigente Ciro Cusano che firma la determina è rimasto talmente contento delle luci dell’anno scorso, che ha omesso di cambiare l’anno per il quale il contratto ha valenza….maledetti copia e incolla!

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Lo stravolgimento di Piazza Primavera (a chiamarla Piazza Giovanni Leone non ci riusciamo proprio!!!) che si è concretizzato a partire dai primi giorni di Agosto, con la chiusura totale del tratto di strada carrabile e con la risistemazione della piazza, quasi del tutto realizzata in cubetti di porfido ed interdetta alla circolazione veicolare, è sicuramente la grande novità che i cittadini di Pomigliano D’Arco hanno notato al rientro (per chi ha avuto la possibilità) dalle ferie. Un lavoro iniziato a partire da Gennaio 2014 dalla Giunta Comunale, con una delibera ( n. 1 del 2014, in allegato) che stabiliva la pedonalizzazione del tratto adiacente Piazzetta XXV Aprile, e terminato in questi giorni con una seconda Delibera (n. 122 del 17 Luglio 2014) che autorizzava la pedonalizzazione dell’altro tratto, avallata successivamente da una Determina (n. 1242, in allegato), che impegna la ditta vincitrice dell’appalto dei lavori di Via Ercole Cantone a realizzare anche la pedonalizzazione della Piazza nelle modalità con cui possiamo vederla oggi. La suddetta Delibera spiega come l’esigenza di pedonalizzare la Piazza si sia manifestata nel corso della realizzazione dell’intervento di riqualificazione di Via Ercole Cantone, avvenuto da Marzo a Giugno, utilizzando come risorsa economica i ribassi d’asta dei lavori di quest’ultima gara, ovvero 217.000 euro, di cui 64.000 euro per il tratto adiacente Piazzetta XXV Aprile, e i restanti 153.000 euro (!) per il tratto basso adiacente Via Mascagni, di cui il Comune ha beneficiato dalla ditta vincitrice dei lavori.

La Delibera 122, che trovate in allegato, e l’intero procedimento, presentano ai nostri occhi non poche perplessità dal punto di vista tecnico ed amministrativo, perplessità confermate dallo studio della normativa di settore.
Vediamo quali sono i dubbi che abbiamo riscontrato dall’analisi della Delibera:

1. La prima perplessità che subito balza all’attenzione dei lettori è la mancanza di motivazione dell’atto amministrativo: infatti, sia nella Delibera che nella Determina si spiega come “Nel corso dei lavori,  l’Amministrazione Comunale ha espresso la volontà di  chiudere e pavimentare le strade della Piazza Giovanni Leone e precisamente di chiudere i due tratti di strada laterali (lato Est ed Ovest) con cubetti in porfido e contestuale realizzazione di zone a verde complete di alberature e fornitura di elementi di arredo urbano.” Domanda: perché chiudiamo e pavimentiamo la Piazza? Per renderla più bella, per metterci sopra qualcosa, per migliorare le condizioni del traffico (su questo ne parliamo dopo….) ? Insomma, ci deve essere una motivazione affinchè uno effettui delle azioni, no? In questo caso invece sembra di no, ed è grave perché un atto pubblico deve essere sempre adeguatamente motivato.

2.  Secondo lo strumento urbanistico attualmente vigente a Pomigliano D’Arco (datato 2003, seconda Giunta Caiazzo), ovvero il Piano Regolatore Generale della città, per Piazza Primavera non sono previsti interventi circa la pedonalizzazione e/o la chiusura al traffico veicolare (è possibile controllare il tutto visualizzando la relazione illustrativa del Piano Regolatore, presente sul sito del Comune di Pomigliano D’Arco al seguente indirizzo web: http://www.comune.pomiglianodarco.gov.it/pagina485_elaborati.html). Quindi, anche se da un punto di vista strettamente viabilistico, Piazza Primavera non è una delle arterie fondamentali della città (lo è tuttavia per la viabilità a servizio del Centro di Pomigliano D’Arco e per l’importanza storica che essa ricopre), è comunque necessario effettuare una variante al Piano Regolatore che prevede un necessario passaggio in Consiglio Comunale ed una fase di consultazione pubblica di almeno 30 giorni, per permettere ai cittadini di prendere visione della misura che si intende adottare.
Sia nel caso della chiusura del tratto adiacente a Piazzetta XXV Aprile che nel caso in esame questa procedura sembra (eufemismo!) che non sia stata effettuata, cosa confermata anche dalla lettura della Delibera che non fa alcuna menzione di questo, limitandosi a citare pareri favorevoli della Polizia Municipale per la pedonalizzazione. Ma di questi pareri parleremo in dettaglio piĂą avanti.

3.  Altra notevole perplessità riguarda le modalità con cui si è arrivato all’esecuzione di questi lavori, in particolare il perché si è realizzato questo progetto. Infatti, nella Delibera si legge come questo progetto risulta finanziato dai ribassi d’asta conseguenti alla gara effettuata per i lavori di manutenzione di Via Ercole Cantone, in particolare si legge testualmente:

“Nel corso dell’esecuzione delle lavorazioni (di Via Ercole Cantone, n.d.r.) l’Amministrazione Comunale ha espresso la volontà,  nella fattibilità tecnica, di chiudere e pavimentare le strade della Piazza Giovanni Leone (ex Piazza Primavera) e precisamente la chiusura dei due tratti di strada laterali (lato Est ed Ovest) con cubetti in porfido,  realizzazione di zone a verde complete di alberature e la fornitura di elementi di arredo urbano;
L’intervento richiesto è fattibile giuridicamente e si configura come completamento dell’appalto principale, per le motivazioni di seguito esplicitate:
-   “l’intervento è finalizzato al completamento dell’appalto principale per la “ Riqualificazione di Piazza Giovanni Leone (tratto compreso tra la via F. Terracciano, Via    Ercole Cantone e Piazza Giovanni Leone);
-    l’importo per la spesa dell’intervento in oggetto trova copertura nel quadro economico di approvazione del progetto principale (economie) e disponibile sull’impegno I/2013/113/1 - sub;
-    l’esecuzione dei lavori rientra nell’art. 57 comma 5  lettera a), a.1) e a.2) del  D.P.R. 163/2006, in quanto trattasi di lavori complementari, non compresi nel progetto iniziale e divenuti necessari all’esecuzione dell’opera e dunque assolutamente non separabili sotto il profilo tecnico, dal contratto principale ed essendo, pertanto strettamente necessari al suo perfezionamento;”


La cosa divertente è che la Determina di 10 giorni dopo smentisce parzialmente quest’ultima parte, in quanto nel testo vi si legge che:

“Per l’esecuzione dei lavori è possibile l’affidamento allo stesso operatore economico dell’appalto principale,  agli stessi patti e condizioni dell’appalto principale, ai sensi dell’art. 57 comma 5  lettera a), del  D.P.R. 163/2006 e ss. mm. ii., in quanto trattasi di lavori complementari, non compresi nel progetto iniziale né nel contratto principale, che, a seguito di una circostanza imprevista, sono divenuti necessari all'esecuzione dell'opera oggetto del citato progetto o del contratto principale, purché aggiudicati all'operatore economico che esegue tale opera, in quanto tali lavori complementari pur essendo separabili dall'esecuzione del contratto iniziale sotto il profilo tecnico o economico, sono strettamente necessari al suo perfezionamento ed il valore complessivo stimato del lavoro complementare non supera il cinquanta per cento dell'importo del contratto iniziale.”

Mettetevi d’accordo, sono separabili o non separabili questi lavori dall’appalto principale? (A proposito di questo, chi scrive gli atti al Comune di Pomigliano D’Arco? Sembrano piuttosto confusi sul da farsi…).

Ovviamente, la norma di riferimento in questo caso è lo stesso art. 57 comma 5  lettera a), a.1) e a.2) del Codice degli Appalti Pubblici (consultabile a questo link: http://www.codiceappalti.it/Art._57._Procedura_negoziata_senza_previa_pubblicazione_di_un_bando_di_gara.htm), che prevede per cause dovute a circostanze impreviste possono essere affidati dei lavori complementari all’appalto iniziale (ovvero i lavori di Via Ercole Cantone), alle ditte che stanno effettuando quei lavori, a condizione che i lavori siano complementari, urgenti, separabili/non separabili dall’appalto principale ma  strettamente necessari al suo completamento.

Iniziamo con le domande: è accaduto un evento imprevisto a Piazza Giovanni Leone tale da richiedere la chiusura della Piazza alle auto?
Quando è accaduto?
Ma i dubbi sono diversi: sono davvero lavori complementari, urgenti, e strettamente necessari al completamento dei lavori di Via Ercole Cantone i lavori effettuati per la pedonalizzazione della Piazza? Infatti, i progetti “sembrano” funzionalmente separati, soprattutto il tratto basso lato Via Mascagni che è staccato di una trentina di metri dall’intersezione di Via Ercole Cantone.
L’unico punto su cui potremmo trovarci d’accordo è quello relativo alla realizzazione degli scivoli per disabili, di cui la Piazza necessita urgentemente. Inoltre, per lavori complementari si intende un completamento dell’appalto principale (quindi Via Ercole Cantone), non un progetto ex-novo!!! (Cosi come le Delibere e la Determina allegata prefigurano).
Perché poi fare dei lavori “urgenti” e “necessari” in una Piazza che, rispetto al contesto della città appariva in buono stato, non intervenendo in altre zone molto più degradate (e a Pomigliano d’Arco c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra Via Pratola, Masseria Guadagni e alcune strade del Centro, tra cui Via Udine)?
E soprattutto, affidando direttamente i lavori a questa ditta e non bandendo alcuna gara come prassi richiede, non si sarebbero potuti risparmiare almeno il 30% dei 217.000 euro (quindi circa 70.000 euro) come normalmente avviene nelle gare?

4. Aspetto non valutabile nel progetto, ma che comporterĂ  le maggiori conseguenze sui cittadini pomiglianesi, sono le modifiche alla viabilitĂ  che comporterĂ  la pedonalizzazione. Non si capisce sulla base di quali motivazioni sia stato fornito parere favorevole alla chiusura della Piazza da parte della Polizia Municipale, dato che non sembra che siano stati effettuati rilievi dei flussi di traffico per definire il numero dei veicoli circolanti, e inoltre ci sono alcune considerazioni da effettuare:

a) Con la chiusura del tratto di strada adiacente Piazzetta XXV Aprile, i flussi di traffico che transitavano su quel lato della Piazza sono stati dirottati sulle 2 stradine parallele, Via Raffaello e Via Michelangelo, stradine locali a servizio dei residenti e con scuole sul percorso. Con la chiusura ulteriore della Piazza, invertiranno uno dei sensi di marcia di queste stradine, o lasceranno le cose come stanno?

b) Con la chiusura della Piazza cosi come decisa, i flussi che attraversavano la Piazza e si portavano in seguito su Via Passariello, dovranno necessariamente transitare in Via Mascagni e Via Verdi, stradine assolutamente inadatte a sopportare quei carichi di traffico, proprio per la loro natura di strade locali. La cappa di traffico che si genererà in quella zona negli orari di punta renderà l’atmosfera irrespirabile, con le inevitabili ripercussioni sulla vita dei residenti.

c) Gli effetti sulla viabilità principale saranno particolarmente gravi. Per le motivazioni dette in precedenza (ovvero le stradine alternative inadatte a sopportare i flussi), si aggraverà la situazione dell’intersezione Via Leopardi-Via Passariello, in quanto i veicoli provenienti da Via Nazionale delle Puglie e da Via Terracciano diretti nella Piazza o nelle immediate vicinanze, troveranno più conveniente convergere in questa intersezione. Quindi, se ora quell’intersezione è sovraccarica, negli orari di punta (come già sta accadendo) la situazione sarà tremenda.
Queste considerazioni servono anche a ribadire un concetto: non basta chiudere la Piazza, istituire stalli di sosta e pagamento e altre misure simili, senza una strategia. Infatti, queste modifiche pesanti alla mobilità non prevedono misure alternative all’utilizzo del veicolo privato…i veicoli non possono sparire dalla sera alla mattina, non ci sono buchi neri che le inghiottano!! Se non si adottano misure che riducano drasticamente il numero di veicoli circolanti e, contestualmente, offrire mezzi alternativi (bus, percorsi ciclabili,etc.), la mobilità sostenibile a Pomigliano D’Arco resterà sempre un’utopia.

5.  Infine, una considerazione sui costi è d’obbligo: spendere 217.000 euro, di cui 153.000 euro sono spesi solo per il tratto adiacente Via Mascagni e 64.000 euro per il tratto adiacente Piazzetta XXV Aprile sembrano costi molto sproporzionati. Infatti stiamo parlando di circa 2 volte e mezzo il costo sostenuto per i lavori effettuati in Aprile/Maggio, e per una superficie che a prima vista non sembra superiore!!! A meno che le fogne ed i sottoservizi di quel tratto di strada non siano sprofondati, ci sembra veramente una cifra molto ma molto alta, anche considerando gli interventi a corollario (e senza considerare le altre strade su cui, con quella cifra, si poteva tranquillamente intervenire).

Da come si è potuto intuire, sono non poche le perplessità che accompagnano la pedonalizzazione di Piazza Primavera, soprattutto dal punto di vista tecnico-amministrativo. Per questo motivo, abbiamo preparato un esposto alla Corte dei Conti in cui segnaliamo questa procedura a dir poco anomala e chiediamo chiarezza e trasparenza.
L’Amministrazione Comunale dovrebbe smettere di pensare che la città è casa propria e farci quello che vuole senza consultare i cittadini, e rendere questi ultimi maggiormente partecipi dello sviluppo della città stessa.

by STAFF
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I politici alla guida della città sono in pieno delirio da ultima corsa. Pomigliano è diventato il cantiere dell'assurdo. Ultima opera inutile è la recinzione di vetro che dovrà sostituire il solido muro perimetrale del Parco pubblico, quello lungo via Passariello. L'abbattimento di quest'ultimo e l'installazione dei vetri costerà circa 120.000 € salvo costi non previsti che potrebbero far lievitare la spesa.
Cosa potrebbero fare i cittadini contro quest'ulteriore spreco di danaro pubblico?
Come impedire un'opera inutile quando invece le prioritĂ  della gente sarebbero ben altre?


Gli attivisti del M5S stanno predisponendo una denuncia alla Procura della Corte dei Conti, abbattere una bella e solida recinzione per costruirne un'altra è un DANNO ERARIALE!
Ma come impedire un irrimediabile abbattimento del muro?
Se i politici amministrassero la città per conto dei cittadini li ascolterebbero e si fermerebbero difronte al malcontento diffuso della città. Invece sono sordi, lavorano per sé stessi e per i loro amici! Non ci restano che azioni dimostrative che sveglino le coscienze dei pomiglianesi e li portino, in un sussulto di orgoglio e dignità di cittadini, a liberarsi da questo schifo di politica, sia quella che decide a dispetto del volere popolare che di quella che resta a guardare, perché già pronta a governare allo stesso modo.
Ecco allora le candele: che le loro fiammelle illuminino il cammino e accendano un sentimento d'amore per la comunitĂ , una partecipazione popolare che stani definitivamente il desiderio di profitto, a scapito degli altri, dei pochi, soliti, piccoli uomini!

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